«Ci sono spazi nascosti in una città, vite nascoste e vacuità nascoste, e finestre più
buie dove le ombre delle persone passano fugacemente fuori dalla nostra vista»

Kate Milford

Il mimetismo degli animali in una mostra INEDITA – di Elena Bechis

KRYPTÒS – Inganno e mimetismo nel mondo animale

Si terrà a Genova al Museo di Storia Naturale “Giacomo Doria” dal 10 Febbraio al 2 Settembre 2018,  un’affascinante e curiosa mostra sulle capacità di singolari animali di usare stratagemmi per mimetizzarsi e creare illusioni.

Kryptòs Inganno e mimetismo nel mondo animale è una mostra caratteristica ed insolita su un mondo ancora tanto misterioso quanto ingegnoso e studiato.

La bellezza di queste “magie animali” sarà guidata in un viaggio tra animali vivi presentati in grandi terrari, allestiti in modo da ricreare l’habitat naturale e si avrà modo di conoscere; rane variopinte, camaleonti, gechi, insetti foglia, mantidi e ragni con livree sorprendenti (tutti nati in cattività e non pericolosi).

Si andranno a carpire ed esaminare i segreti che ci sono dietro il comportamento di questi animali, dall’adattamento a scomparire nell’ambiente in cui vivono, alle variopinte e vistose colorazioni di avvertimento che assumono in caso di pericolo, fino alle forme di inganno più raffinate.

In conclusione si esamineranno i diversi modi che hanno gli animali di vedere il mondo, in aiuto per spiegare anche il perché di alcune curiose livree.

Il mimetismo degli animali

L’intera mostra è illustrata da fotografie in grande formato e da proiezioni video a parete;

il tutto a cura di Emanuele Biggi, anche conduttore del programma televisivo “Geo” in onda su Rai 3 e Francesco Tomasinelli, biologi, fotografi professionisti e autori di diverse esposizioni scientifiche, che raccontano la vita segreta delle specie presenti.

L’inaugurazione della Mostra avverrà Venerdì  9 febbraio alle ore 17 al Museo di Storia Naturale “Giacomo Doria” a Genova.

Orario dal 10 Febbraio al 2 settembre 2018: da martedì a domenica, dalle ore 10 alle 18.

Sitohttp://www.museidigenova.it/it/content/museo-di-storia-naturale

Biglietti: ingresso intero € 6,00; ingresso ridotto € 4,00 (visitatori di età compresa tra i 3 e i 14 anni; visitatori con età superiore ai 65 anni; persone disabili; componenti di gruppi superiori alle 15 unità); ingresso scolaresche € 3,00 a studente; visita guidata per le scolaresche € 6,00 a studente (ingresso incluso) (con laboratorio € 9,00); visita guidata per i gruppi superiori alle 15 unità € 9,00 a persona (ingresso incluso). E’ prevista la gratuità: per i bambini da 0 a 3 anni; per gli insegnanti accompagnatori di scolaresche in visita; per gli accompagnatori di persone disabili; per i soci della Società degli Amici del Museo Doria. Non sono previste riduzioni per i possessori di tessere di associazioni, ecc. I possessori del biglietto della mostra “Kryptos” potranno visitare il Museo pagando il biglietto ridotto per il periodo 10 febbraio – 30 settembre 2018.

 

Elena Bechis

La città che vorrei

Savona è un comune di 61219 abitanti, provincia della regione Liguria. È situata sulla Riviera Ligure di ponente, presso le foci del Letimbro e del Quiliano, la città è marittima e, per questo, il suo principale settore economico è il turismo. Eppure, per chi la vive ogni giorno, Savona risulta essere una città “spenta”. Per quale ragione?
Quando viene sera, le strade si svuotano e le luci diventano soffuse, non ci sono locali aperti, non ci sono persone che passeggiano, sembra che tutti stiano giocando a nascondino, il problema è che nessuno si fa coraggio per urlare “liberi tutti”.
Quando si deve scegliere una località in cui organizzare una festa, oppure un luogo in cui passare una serata divertente, magari in compagnia dei soliti quattro amici, stanchi della routine, non è di certo Savona la prima città in cui si vorrebbe andare.
L’unico polo attrattivo in cui si possono trovare amici o divertimenti è il porto. Ma quanto può essere soddisfacente per noi giovani? Non molto. Ci si ritrova a vagare senza meta, in strade che conosciamo a memoria, senza un vero stimolo. Per questo, credo che chiunque stia facendo la conta, da qualche parte in città, dovrebbe andare più veloce e impegnarsi di cercare a fondo gli altri partecipanti al gioco, altrimenti non riusciremo più a smettere di giocare.
Savona mostra un grande potenziale, in realtà. Possiede molte scuole superiori che ospitano centinaia di studenti, inoltre possiede un’università innovativa della quale, però, non si sente spesso parlare. Forse è per questo che chi la frequenta proviene, solitamente, da un’altra città?
Inoltre vanta di ospitare lcune opere artistiche prestigiose, sia legate alla Chiesa, sia all’ambito civile o militare, eppure sono in poche le persone che conoscono la loro esistenza. Ricordiamoci che qui sono nati e cresciuti artisti e personaggi di un certo spessore, quali Gabriello Chiabrera, Giuseppe Noberasco, Fabio Fazio, Daniela Poggi e molti altri.
Perchè non puntare anche su questo?
L’amministrazione comunale e le innumerevoli associazioni esistenti sul territorio dovrebbero unirsi, confrontarsi e trovare strategie e proposte nuove per incentivare gli operatori culturali, i commercianti, i ristoratori , che al momento non vogliono o non possono fare scelte innovative o variazioni alla loro routine, per dare a Savona una sferzata di novità e una svolta positiva.
Non credo di voler descrivere la città dei miei sogni, perchè di certo non sarebbe realistica come idea, ma sono convita del fatto che, se ognuno di noi si impegnasse, questa città nascosta potrebbe venire fuori. Non importa se non sarà perfetta, la perfezione è solo un pensiero utopistico, ma sarebbe un passo avanti.
Vorrei una Savona giovane e libera, una Savona che fosse promotrice di cultura e di divertimento.
Vorrei una Savona che fosse la stessa di adesso, ma con più vita nelle piazze e nelle strade, anche in inverno, quando i turisti tornano nelle loro Metropoli.
Mi piacerebbe non voler andarmene da qui, vorrei poter tenere in considerazione una scelta universitaria più vicina a casa mia, vorrei non trovare parcheggio quando il sabato sera mi aggiro per l’Aurelia.
In fondo vorrei solamente che questa città sfruttasse il suo potenziale e migliorasse senza snaturarsi.
Quante volte ci siamo vergognati di rispondere alla domanda:“Ma d’inverno fate qualcosa qui?”; io personalmente troppe volte.
Appena Settembre bussa alle nostre porte cala il gelo.
A parere mio dovremmo sforzarci di mantenere quella scintilla che ritroviamo durante la stagione calda, dovremmo cercare di farla maturare non solo per incrementare le attività invernali, ma anche per noi savonesi e per la nostra voglia di smetterla di passare inosservati. La città che vorrei saprebbe rispondere senza vergona a quella domanda, perchè, in fondo, “Sanna” è casa nostra e bisogna volerle bene.

 

La città ideale è una vera e propria utopia che molto probabilmente non si realizzerà mai, ma poiché sognare non costa nulla è opportuno iniziare a immaginare un mondo migliore.
Lasciamo i libri di fantascienza, macchine volanti e miniere piene d’oro, la città ideale dovrà rispondere semplicemente alle esigenze di ogni singolo cittadino e solo così sarà perfetta.
Ritengo che nel mondo non ci sia ancora nessuna città ideale, ma probabilmente prendendo un elemento positivo da ogni città si potrebbe realizzare questo progetto.
La cosa che più si dovrebbe migliorare è il modo in cui vengono accolti i turisti. Savona è una delle mete di molti viaggi effettuati grazie alle Coste Crociere ma molti di quelli che arrivano qua non scelgono di nuovo Savona per un viaggio. Questa città ha molto da offrire ma il suo patrimonio culturale non è molto sponsorizzato. Si dovrebbe lavorare in questo senso, per promuovere quello che già si ha. Una cosa molto importante di cui numerosi proprietari di esercizi pubblici, tra cui ristoranti e bar, dovrebbero tenere conto è il modo in cui i turisti vengono accolti. Questo è un problema che viene riscontrato anche da chi vive qua: entrando in molti bar sembra quasi di dar fastidio a chi ci lavora. Il turista si accorge di questo atteggiamento in qualche modo ostile nei suoi confronti e di certo non è invogliato a tornare a Savona. E questo problema è riscontrato anche da chi in questa città ci abita.
Savona dovrebbe sfruttare in primo luogo il mare, una fonte continua di turismo che non dovrebbe durare solo tre mesi ma tutto l’anno. Esso viene invece trascurato è sfruttato come fonte di guadagno dai pochi pescatori che sono rimasti.
Per questo motivo molti abitanti del Piemonte e della Lombardia, per i quali sarebbe molto più semplice venire in Liguria durante le vacanze estive, preferiscono il mare dell’Emilia Romagna anche se non supera in bellezza il nostro.
La nostra città deve quindi sfruttare al massimo il turismo in tutti i modi e non basare la propria economia su fabbriche che rovinano i bellissimi panorami che essa ci può offrire.
E credo che con un po’ di impegno ci si possa riuscire, mettendo da parte delle ostilità e dei preconcetti basati su false credenze.
Savona non è ”rose e fiori”, ma abbiamo gli steli e sbocceranno i fiori.

Temporeggiatori utopisti

“Qual è la strada giusta per vie dopo le scuole superiori?“.

Domanda che si pongono tutti giovani, nessuno escluso, dai quattordici ai quindici anni. Corsi di orientamento, consigli di professori e di parenti aiutano nella decisione sulle facoltà da frequentare; tuttavia i teenagers savonesi sanno che, qualunque sia la loro scelta, dovranno, una volta terminati gli studi universitari, lasciare la cittadina ligure, alla ricerca di un posto di lavoro all’altezza delle loro aspettative. Diciamocelo: non possiamo lamentare l’assenza di un campus universitario nella nostra città, perché quello situato in via Magliotto sta diventando sempre più competente e qualitativamente apprezzabile, anche se sono ancora poche le facoltà disponibili. Certo, molto diplomati savonesi decidono, forse un po’ per “moda”, di frequentare università fuori dalla Liguria; tra le mete più ambite: Roma, Milano e Torino. Altrettanti studenti scelgono, invece, di continuare a vivere a Savona e di frequentare l’ateneo genovese o il campus prima citato. Ecco, definire questi ultimi proprio come dei “cunctatores“, cioè temporeggiatori che,  al posto di ritardare un’azione nella speranza di logorare il nemico (come nel caso di Quinto Fabio Massimo durante le guerre puniche), non fanno altro che rimandare la loro decisione di abbandonare Savona per un’altra sede. La nostra città, come, purtroppo, sappiamo, non vanta fatto un numero di posti di lavoro adeguato alle esigenze del territorio, per laureati ambiziosi, né tantomeno per persone che non hanno contrattato gli studi. Negli ultimi cinque anni molte grandi aziende sono state chiuse, tra cui,  OCV (ex “Sain Gobain”), Tirreno Power (la chiusura della quale lasciato a casa circa 600 persone), Fac e Gavarry, le cui cessazioni sono state definite un “massacro sociale“ e hanno fatto in modo che, proprio quest’anno, Savona si “aggiudicasse“ il titolo di “aria di crisi complessa“. I giovani sono quindi costretti a cercare un’occupazione altrove, e ciò comporta , Innanzitutto, un non indifferente sacrificio economico, ma anche il distacco degli affetti familiari ed amicali. La “fuga di giovani“ dalla città ha anche una ricaduta sulla popolazione: Savona è tra le città con l’età media più alta in Europa. La nostra città ha quindi bisogno di investire sui giovani; il campus è un inizio, ma il percorso è ancora in salita. Politica ed imprenditorialità devono fare in modo che coloro i quali decidono di rimanere  non vengano considerati fautori di un sogno irrealizzabile, come quello di trovare lavoro nella città natale. Quest’utopia deve diventare realtà.

Cosa succede in città

La mente di noi giovani non è mai ferma: vogliamo sempre  intraprendere nuove esperienze, ma mai da soli; per questo per noi è importante non solo essere in contatto virtualmente, come molti adulti pensano, ma anche fisicamente. Cerchiamo in ogni modo di incontrarci al pomeriggio o alla sera per trascorrere del tempo insieme, ma molto spesso ci troviamo nella situazione di non sapere cosa fare. Penso che sia questo il problema principale nel quale  si imbattono i giovani che vivono a Savona; la città infatti non sembra offrire alle nuove generazioni, ma anche a quelle precedenti alla nostra, diverse alternative  su come impiegare il tempo libero (quando parlo di tempo libero, non mi riferisco a ore da trascorrere in palestra o praticare in attività sportiva).  Quando usciamo con gli amici, riproponiamo sempre le stesse attività: usciamo a cena, andiamo al cinema o percorriamo oziosamente le strade del centro e stop; non ci sono altre possibilità. Secondo me dovremmo avere  più opportunità di intervenire ad eventi, quali concerti, spettacoli teatrali o incontri sportivi. Partecipere anche ad una sola di queste iniziative culturali è ormai complicato, almeno per due motivi: è troppo costoso, in quanto si è obbligati ad andare fuori città; i nostri genitori, giustamente, non ci permettono a sedici o diciassette anni di raggiungere Milano (o anche solo Genova) per assistere ad un concerto o ad uno spettacolo che, nella maggioranza dei casi, potrebbe protrarsi oltre la mezzanotte. Come potremmo tornare a casa? Con il teletrasporto!? Gli spettacoli in programma presso il teatro Chiabrera sono spesso interessanti, ma come è possibile procurarsi un biglietto, se tutti posti da cui si ha una visuale decente sono già prenotati da persone abbonate fin da tempi remoti?  E allora sarebbe auspicabile che si prendessero altre nuove iniziative: ad esempio, quelle di ristrutturare le diverse costruzioni abbandonate per edificare un nuovo teatro e delle sale che abbiano come scopo proprio quello di ospitare eventi di stimolo e di interesse per i giovani, anziché utilizzare  tali strutture per impiantare nuovi centri commerciali in una città di provincia, come Savona, che necessita, invece, di forti stimoli culturali. In conclusione, vorrei più eventi di spettacolo, musica e cultura che siano accessibili a tutta la comunità, ma in modo particolare i giovani, affinché sia  incentivata ed arricchita la vita sociale della nostra città.

 

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