RIDI SAVONA

Perché essere un po' dissacranti aiuta a guardare con occhi diversi qualsiasi cosa!
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Invino Veritas XVII puntata da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello


Invino Veritas XVII puntata

Invino Veritas

Invino Veritas XVII puntata

Ennio questo mercoledì si è presentato con una tutina da ciclista, ha bevuto un Prosecco e poi è volato via in bicicletta!
Ecco a che servono i sermoni di Gianni!
Ci siamo giocati Ennio!
Eravamo ancora solo noi quattro perchè Gianni era ancora a Cap Town, come la chiama lui, per i suoiproblemi domestici!

Meglio, in quattro ci siamo restati poco, perchè Gianni si è limitato a bere un bicchiere, tra l’altro di prosecco, cosa da malati ci ha salutati e se ne è andato.

Il tempo di dirci che si è iscritto a una squadra dilettantistcia di ciclisti che si vede due volte la settimana e percorre i suoi bravi 50 chilometri.

L’aveste visto con quella sua tutina che copriva un corpo di vecchio ormai, muscoli cadenti, gambe storte(quelle le ha sempre avute, ha sentenziato Mario!) quei capelli grigi che stonavano con la gioia di vivereche ti da il giallo, sì perchè aveva una tutina gialla e poi quelle scarpe da ciclista che fanno un rumore per cui andrebbe fatto richiesta di abolizione per inquinamento acustico.

“Ennio, ma sei prorpio tu?” gli ho chiesto stupito.
“Sì proprio io – poi con fare vezzoso – sto bene, vero? Non mi avreste riconosciuto se mi aveste visto in un altro luogo?”

“Certo che no, senza biccchiere in mano sei irriconoscibile” ha affermato con ferma voce e signoril coraggio Mario.

“Vero!” ho aggiunto io sempre più stupito, ma anche amareggiato per la perdita di un amico.

Guardiamo virilmente in faccia la realtà: è un amico perso uno che decide di dedicare solo un minuto del suo tempo quando sino a quel momento passava con te almeno due ore.

Per forza perchè vuol dire che non ti si dedica più. Sessant’anni di una vita buttati per le prediche di un integralista!

Adesso capisco come i gruppi  integralisti reclutano le persone.

Ci vuole un debole di carattere (ma penso che anche i narcisi o i falliti
vadano bene) in crisi di età (e la nostra età si presta perchè è l’età dei consuntivi), un ex sportivo che vuole sperimentare quanto può ancora fare (Ennio da giovane qualche sport l’aveva praticato più per smaltire le  cene e le sbornie che non per passione, ma comunque…) e il gioco è fatto, ma credo o meglio spero che  Gianni con Giuse, Mario e me non ci riesca.

“Sapessi come sto bene, come mi sento più leggero, com’è bello andare in bici sferzati dal vento,…” ci racconta giulivo.

“Messi sotto dai camion!” aggiunge senza pietà Mario.
“Be’ hai ragione Mario, un po’ pericolosi gli automobilisti e i camionisti lo sono, sai le strade della Liguria  sono così strette!”

“E le macchine sono sempre di più. Credo che ogni famiglia ne abbia almeno due.

Mi son sempre chiesto dove li prendano tutti quei soldi. Una macchina costa!” aggiungo io.

“Oggi a pagare c’è sempre tempo!”
“Lo so ma prima o poi bisogna farlo!”
“Ci sono i condoni, un sacco di escamotage…”

“Bene vi lascio alle vostre elucubrazioni, io non ho tempo devo andare in bici, per stare bene, ciao ragazzi!”

Ci chiama ragazzi, abbiamo 70 anni quando si pensa di star bene ci si dimentica anche dell’età..
Quel “ragazzi” mi suona come una presa in giro, uno schiaffo morale.

Ma tant’è lo seguiamo con lo sguardo mentre se ne va nella sua tutina gialla coi suoi capelli grigi e questo fisico ormai logoro e brutto
onestamente da vedere, perché abbiamo il coraggio di dircelo i vecchi sono brutti.

Dal fondo del bar si sente una voce che dice:
“Vivere da malati per morire sani, povero Ennio!”
E’ la solita chiosa del solito Giuse, che sembra sempre assente quando noi parliamo e invece….

Invino Veritas XVI puntata da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello

Invino Veritas XVI puntata

 

Invino Veritas

Invino Veritas XVI puntata

Gianni per un po’ non verrà.

Evviva! Deve andare a Città del Capo, lui la chiama con sussiego,Cap Town, perchè devono fare lavori urgenti in casa e lui non si fida a lasciare soli gli operai.

Da quando è andato via da qui lo trovo anche razzista. Salutista, razzista, milanista ce le ha tutte con lui. Oggi è quindi un mercoledì felice per noi, infatti brindiamo allegri e abbiamo di nuovo acquistato il nostro humour.

Possiamo “cazzeggiare” del più e del meno. Ma, purtroppo la vita non è mai solo positiva o negativa, la vita è sempre un pareggio, subisci e segni, subisce e segni, chissà quale sarà l’ultimo goal?

Per dire in questo mercoledì ci preoccupa l’atteggiamento di Ennio. Perchè? Semplice perchè se ne esce con questa frase.

”Ragazzi (ci ha sempre chiamato ragazzi e gliene siamo grati!) e se il mercoledì prendessimo l’aperitivo e il giovedì andassimo a camminare?”
Sospettavamo tutti che Ennio fose il più debole di carattere, ma che fosse a tal punto influenzato da Gianni da diventare quasi salutista!…..Alla sua affermazione cala in un primo tempo silenzio poi Mario fa: “Camminare come?

Io per venire qui il mercoledì da casa mia non vengo in macchina, vengo a piedi.”
“Per forza – fa Ennio – stai a trecento metri!”.
“Eh be’ trecento metri sono una bella distanza per uno di settanta anni!” aggiungo io “anche io vengo a piedi, per farmi venire sete!”

“Io no, vengo in macchina, ma a volte trovo il posteggio a 500 metri da qua e quindi cammino già più di Mario!”
“Ragazzi, non facciamo i maschilisti, non gochiamo a chi ce l’ha più lungo!…” fa Ennio
“Se è per questo, è risaputo, sono io” dice Giuse.
“Ah, ah, ah,” sogghigna Mario “ma tu – e guarda Giuse – sai cos’è una metafora?”

“Io no” dice Giuse.
“Allora hai una carriera come Ministro degli Esteri!” dice Mario che non perde occasione per parlare male di Di Maio “una metafora – continua – è una trasposizione di significato, quindi quello che voleva dire Ennio è che non dobbiamo competere tra di noi per la lunghezza dei percorsi”

“Bravo ingegnere – fa Ennio – quello che volevo dire è che per me camminare vuol dire perrcorrere almeno 6 chilometri al giorno continuativi a passo veloce!”

“Ma perchè? Chiedo io disperato “ Non è meglio riposare tra un mercoledì e l’altro? Bere è faticoso!” Ecco che Ennio afferma quello che non vorremmo mai sentire dire: “Ma fa bene alla salute!”

Gianni sputato Gianni! No, cazzo, Gianni colpisce anche quando non c’è! Ennio ci ha pensato su sulle sue prediche! Mai pensare si rischia di elevarsi al di sopra degli animali!
“Ci si vede alla mattina alle nove e si va senza fermarsi!”
“Sono già stanco!” dice Mario
“A me è venuta sete!” dico io “Jimmy portami un altro Teroldego!”
“Ma perchè vi buttate via così, pensateci, lo sapete che se curaste un po’ il vostro fisico potreste essere ancora dei gagliadi giovanotti!”
Gianni si è incarnato in lui!

“Adesso non ti ci manca che ordinare una Coca Cola e sei del gatto!”

Ennio mi guarda con disprezzo: “No oggi bevo vino! Domani….”

“Cominci la dieta, dicono tutti così! Jimmy, il solito per tutti!” fa Giuse.
Parla poco ma colpisce sempre nel segno Giuse, comunque quello che ha detto Ennio ci fa paura, non per  l’oggi, ma per il domani.

Se Ennio pensa ancora il gruppo si sfrangia e sarebbe un peccato!
Ma perchè pensare alle cose, perchè studiare i problemi e cercare di risolverli? L’ignoranza gaantisce una vita sicura e bella. Chi ci governa? Loro sì che hanno fatto carriera, eppure pochi hanno studiato. Il mondo oggi è loro perchè non pensano!

Si vede che Ennio è della vecchia generazione!

Comunuqe per questo mercoledì abbiamo schivata la passeggiata, speriamo che mercoledì prossimo se ne sia dimenticato e che Ennio non faccia come tutti quelli di una certa età. Pensare!

Viva l’Azheimer!

Invino Veritas Puntata XV da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello

Invino Veritas XV puntata

 

Invino Veritas

 

Invino Veritas XV puntata

 

Il mercoledì successivo fu Mario a svelarci perchè Gianni non era venuto  all’appuntamento la settimana prima e fu una rivelazione che ci lasciò sbalorditi tutti quanti.

“Gianni ha un virus intestinale!” disse “con ferma voce e signoril coraggio”.

Mario- “Ha che???!”

Chiesi io, tra l’allibito e lo stupito “Non ci posso credere!”

“Ma chi Gianni?”  – aggiunse Ennio – Ma se non mangia!”
“Vedi quanto sei superficiale!”

Mangia verdura e nelle verdure si annida di tutto, specie se le compri direttamente dal contadino e se non le lavi bene!”

“Per questo io compro quelle nei pacchi già pulite!” affermai io.
“Sì però devi ammettere che quelle fresche sono più buone” disse Ennio che un po’ era stato influenzato e catechizzato negli ultimi tempi.

“Sì è vero, ma quanto lavoro devi fare, per poi magari ammalarti!”
“Ma nelle verdure ci sono batteri o virus? Gianni ha un virus o un battero?”
“No è un virus intestinale me l’ha detto il suo medico curante che ho visto ieri” – poi aggiunge” sapete chi è?”

“Tanino Tanè!” chiosa Giuse che non perde occasione per fare lo spiritoso e continua anche: “Tanino Tanè, sapete chi è?”

Smettila Giuse, lascia parlare Mario piantala colle filastrocchre da bambini, sei grande ormai – poi si rivolge a Mario e aggunge: “Perchè Gianni ha anche un medico curante in Italia?”

“Per forza, se vuole stare sei mesi difila in Italia un medico deve averlo, comunque è Marco!”
“Marco quello che veniva all’osteria con noi, me lo ricordo bene, ma è più giovane di noi!” esclamò.
“Guarda che il mondo non finisce con la nostra generazione, sono nati altri dopo noi, ma ci sei o ci fai?
” Eppure non hai ancora bevuto!”
“Ma il bello è – aggiunge Mario – che non ha voluto gli antibiotici e si vuol curare con la omeopatia,
“Com’è noioso”, mi ha detto Marco. – Io me lo ricordavo un casinista e mi sono trovato davanti una persona diversa da quello che era, serioso, salutista, insomma una brutta persona- e se lo dice un medico!”

“Brutta persona no, poveretto per diventare salutista avrò sofferto, meditato a lungo e poi se l’è scelto lui!”

Ennio sta diventando nel gruppo il suo difensore d’ufficio.
Aleggia un sospetto nel gruppo, un sopetto grave e se vogliam, terribile, nel suo piccolo questo che Ennio prima o poi ci diventi salutista.

Del resto anche la canzone di Paoli ” Quattro amici al bar” racconta che prima o poi tutti e quattro abbandonano i loro ideali per vendersi.

E’ un sospetto per ora, anche piccolo, ma aleggia e tutti ci guardiamo in faccia perplessi.
La domanda implicita per ora che ci facciamo è: il mercoledì da leoni avrà una defezione, si crera una minoranza anti- alcoolica, Ennio Gianni?

E gli altri resisteranno a questa aria di corrutela che Gianni ha
portato dal lontano Sud Africa?

Anche Mario ha abitato là, ma Mario ha altra tempra e poi era negli anni 80, molto prima che ci capitasse Gianni.

Poi la causa della defezione di Gianni potrebbe essere un’altra.
“Va bene, gente, se fa le cure omeopatiche ce lo siamo tolti dai coglioni per un bel po’” dice Mario.

“Già l’omeopatia se la può permettere chi non lavora per chè ci mette i secoli per guarire, quindi per un po’…. Siamo tornati noi soli”, “già” dice Ennio, ma leggiamo un po’ di delusione nella sua voce, forse siamo prevenuti.

“Non ci resta che brindare al virus intestunale di Gianni, Jimmy, Barolo per tutti!”
Spesso è indelicato Giuse ma questa volta si becca da tutti noi un meraviglioso:
“Urrah alla bocca della verità”

Invino Veritas Puntata XIV da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello

Invino Veritas XIV puntata

Invino Veritas

 

 

Invino Veritas XIV puntata

 

 

Mercoledì, solito bar, soliti quattro amici. Il quinto, Gianni, non c’è ancora.
“Come mai – fa Ennio – lui sempre così puntuale!?”
Lo vedo anche un po’ preoccupato. Gianni è noioso, ma gli vogliamo bene. In fondo abbiamo passato la giovinezza assieme.

Già sono cinquan’anni che ci conosciamo!

“Sentite, faccio io, approfittiamo per metterci d’accordo. Ve lo dico chiaro, sono stufo di assistere tutti i mercoledì ai suoi monologhi salutisti. Sono stufo di sentirmi dire: Ma tu mangimancora carne?, ma tu bevi ancora vino, ma hai letto la statistica che dice che chi beve vino aumenta di peso e muore di diabete…Un po’ sfiga la porta.”

“Senza contare che solo il mercoledì mi dedico al vino! Vi giuro – e fa giurin giuretta portando le due dita alla bocca – che durante la settimana non bevo” – fa Mario.

Lo guardiamo tutti dubbiosi.

“Beh non bevo, diciamo che bevo poco”.
“Così ti crediamo di più” – dico io rinfrancato dalla confessione di Mario.
“Ma poi, scusa Mario, se tu avessi scelto di ubriacarti tutti i giorni, chi te lo vieta; sei adulto e vaccinato e fai un po’ quello che vuoi, non credi?”

Approviamo tutti queste parole di buon senso di Ennio. C’è grande cameratismo, l’assenza di Gianni ci da grande unità di intenti.

L’eccitazione cresce sino a che Giuse chiosa col suo solito luogo comune che ci fa cadere la palle ma si becca lo stesso un: ”Bravo, hai ragione!”
“Poi, scusate, ma la cena che abbiamo fatto l’altra sera, vi sembrava una cena?” afferma Ennio

.
“A proposito bisognerà che la ricambiamo! Ma chi ha il coraggio di invitarlo?”
“Be’ se è per fare quattro schifezze in croce come ha fatto lui, lo invito a casa mia e le faccio io” – fa Giuse che non perde occasione per dire la sua. Oggi è loquace il bimbo!
“Neanche tua moglie coinvolgi?” -Chiedo.
“Cosa ha fatto di male, poveretta, è amico mio Gianni, Daniela non lo ha mai conosciuto!”
“Va bene, però ci sarà alla cena?”
“Certo se la faremo casa mia, mica lo abbiamo ancora deciso, preferisco che estraiamo a sorte!…Mi sono già pentito di esseremi candidato!”
“Sentite ragazzi – fa Mario – invitiamolo a un ristorante così ognuno sceglie cosa vuole mangiare!”

La discussione dura un po’. Gianni non arriva e allora Ennio, preoccupato, fa: “Ma come mai non arriva? Si sarà per caso sentito male. Sai com’è quello nuota a settant’anni per chilometri come un ragazzino, ma ragazzino non lo è. E se si fosse sentito male?…Io telefonerei al Pronto Soccorso!”

“Ma no, semmai chiamiamo sua moglie, ma aspettiamo ancora – faccio io – D’altra parte – filosofeggio –prima o poi…oggi ci siamo, – poi tiro fuori il mio brand – oggi ci siamo e domani non ci siete…”

Si toccano tutti e mi guardano. Giuse soprattutto con il suo sguardo da furetto dice la sua e chiosa:
“No, Gianni è immortale!”

Un “bumm” generale rimbomba per il bar.
“Sei scemo, prima o poi…” fa Ennio
“Perchè – chiede Mario – solo lui è immortale?”
“Ingegne’ mettici un po di ingegnio…ma perchè se ne vanno i migliori!”
Lo mandiamo a quel paese e ordiniamo, alla faccia di Gianni, un Teroldego….intanto….Ne seguiranno altri oggi, non lo facciamo per noi, lo facciamo per brindare alla salute di Gianni.

Invino Veritas Puntata XIII da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello

Invino Veritas XIII puntata

Invino Veritas

 

 

 

Invino Veritas XIII puntata

 

 

 

Ci presentammo il venerdì tutti compunti chi in coppia chi single, alle 7 e 30 della sera con un bel mazzo di fiori per la signora.

Aveveamo deciso che i fiori sono sempre i più graditi, pur che non siano crisantemi, gli altri vanno bene tutti perchè un bel mazzo di fiori di campo fa primavera e gioia (lo aveva fatto Ennio razziando il suo giardino non ci era costato un euro)!

Erica ci accolse da perfetta padrona di casa. Aveva anche un bell’abito che fasciava le (poche) curve femminili che ancora aveva malgrado la (troppo) frequente ginnastica e la (troppo) ferrea dieta che faceva.

Passammo subito sul meraviglioso terrazzo in cui un tavolino era addobbato con “apetizer” tristissimi: cuore di sedano, rapanelli, finocchi tagliati sottili con una salsa di limone e olio e amenità vegetali varie.

Ma erano soprattuto le bevande a far bella mostra di sé: Acque Minerali, acque minerali non acqua. Ce n’erano per tutti i gusti, di tutte le specie: Frizzanti, poco frizzanti, senza bolle, succhi di ananas e di frutta in generale, ma soprattutto ananas: “Perchè l’ananas brucia i grassi!” sentenziò Gianni e si permise anche una battuta: “Quindi non bevetelo, perchè sennò bruciate!”

Ridemmo che volete che facessimo era il nostro ospite, non potevamo prenderlo a pugni, ance perchè da quando lo frequentavamo in gioventù l’uomo era molto cambiato.

Ora sembrava un guru, anche da giovane era un po’ il nostro guru. Di fatto era un grande studioso di fisica e matematica non per niente vinse il concorso all’Università di Montreal, senza conoscere là nessuno, poi si trasferì a Cap Town a insegnare le stesse materie, ma con uno stipendio più alto.

Me lo ricordo quando lasciò Savona per Montreal!

L’anno della laurea aveva trovato posto preso una scuola media, ma era sprecato per quel lavoro, lui aveva più propensione alla ricerca, e per questo fece il concorso a Montreala e lo vinse.

Abbandonò noi tutti all’improvviso, donne che piangevano, Mario a cercare chi lo sostituisse nelle partite di calcetto,perchè lui era il nostro Maradona; la madre che faceva mille raccomandazioni.

Lo accompagnammo tutti all’aeroporto. Abbracci e baci, lo lasciammo bello, intelligente sovrappeso ce lo ritroviamo adesso bello noioso e tirato alucido come dovesse partecipare all’Olimpiade.

E per sei mesi all’anno dovremo sorbircerlo almeno un giorno alla settimana. Della cena di quella sera non vi parlo. Erica esibì, entusiasta, lei, tagliatelle all’olio e formaggio (una forchettata a testa circa), pomme vapeur che altro non sono che patate bollite, zucchine al forno, vuote con una salsa fatta da lei immangiabile, cipolle al forno, nient’altro.

Mangiammo in allegria anche perchè almeno la musica era meravigliosa. Pensare che la nottata era splendida. C’era una luna tonda come una farinata, una mare calmissimo e brulicante di pesci che sarrebbero stati ottimi al forno, una brezza dolce come solo in Liguria ne ho sentite, una temperatura da…vino rosso!

E invece patate bollite, zucchine, cipolle, dolce ….”Niente, il dolce ingrassa e voi stasera avete già mangiato più calorie di quante avreste dovuto!” sentenziò Gianni.

“Anche noi,abbiamo trasgredito vero Erica?” disse rivolgendosi amorevolmente alla moglie.

“Sì, un po’ abbiamo trasgredito!” disse con un sorriso, e poi: Perchè non passiamo in salotto?” “Perchè si sta bene qua e poi se non vi dispiace devo andare tra mezz’ora, perchè domani mi alzo presto chè devo fare le analisi!” dissi.

“Qualcosa non va” chiese con aria indagatoria Gianni.
“No, sono io che faccio analisi ogni sei mesi”
“Bravo” approvarono Erica e Gianni.

Parlammo ancor una mezz’ora appunto della salute appunto (e di che altro sennò con loro?).

“Bene devo andare” dissi io “Grazie per la buona cena!”
“Se vi fa piacere ne possiamo fare ancora!”
Non avremmo mai voluto sentire quella frase e invece
“Mi piace fare da mangiare” aggiunse senza pudore Erica.

“Per la fatica che ti costa!” pensai in silenzio.
Finalmente uscimmo, guardammo l’ora, le 10 e mezza.
“Ragazzi, Oreste è ancora aperto!” urlò felice Giuse.
Andammo finalmente a mangiare e bere!

Invino Veritas Puntata XII da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello

Invino Veritas XII puntata

 

Invino Veritas

 

Invino Veritas XII puntata

 

 

E giunse il giorno che tutti temevamo.Era ovviamete un mercoledì.
C’eravamo tutti e cinque, noi a sorseggiare un rosso leggero (per evitare le geremiadi di Gianni), lui con un’acqua tonica dannata (proprio dannata e non d’annata, le acque toniche sono tutte uguali!), senza limone e senza ghiaccio, temperatura ambiente!
“Siete liberi venerdì?” ci chiese.
Lì per lì nesuno rispose ed io so perchè, perchè aspettavamo che qualcuno parlasse per primo per adeguarci; sapevamo che quella domanda sottintendeva un tranello!
Poiché nesuno rispose:“Uei, dico a voi, vi ho fatto una domanda: siete liberi venerdì sera?”
“Io sì” disse Mario che di noi era il più coraggioso.
Ci adeguammo tutti con un sì collettivo.
“Bene, sono contento, allora siete invitati, con rispettive signore, s’intende, a casa mia. Faremo una bella cena preparata da Erica che è una cuoca bravissima!”
“Me l’immagino!” pensai ma non lo dissi. Dissi invece: “Grazie ci verremo volentieri, vero ragazzi?”
“Certo” risposero in coro, ma la voce usciva venata da un non so che di dolore.
Erica 40 chili per un metro e 70, magra come un chiodo che poteva cucinare che desse un minimo di sostanza. Poi era di cultura culinaria anglo sassone e io che ho frequentato un po’ la Gran Bretagna,
al di là della birra e dello wisky irlandese di cibo non ho trovato niente di buono.
“Non si sa mai!” pensai preso da una botta di ottimismo. “E’ tanto che non venite a casa mia!”
“Da due anni” rIspose pimpante Mario perchè finalmente aveva trovato un argomento di discussione.
Infatti da quando Gianni era presente (sempre presente purtroppo) ai nostri mercoledì da beoni, a parte il fatto che stavamo attenti a bere un solo calice di rosso non sapevamo che argomenti affrontare perchè Gianni ne approfittava sempre per fare le sue prediche salutiste.
Con lui ci trovavamo d’accordo sui temi ecologici, ma quelli salutisti…..
Quel mercoledì lì parlammo quindi della sua casa dell’ampio terrazzo che guardava il mare e della sua bella collezione di dischi.
“Ce l’hai ancora tutti?” chiese Ennio.
“Certo e ho anche il giradischi funzionante per ascoltarli.”
Vedete che a volte parlare serve, avevamo trovato un modo per passare la serata prossima ventura che,gastronomicamente, ci si presentava, invece, come un calvario.
Quel mercoledì Gianni se ne andò prima, meno male così potemmo affrontare il tema del presente da portare la sera di venerdì.
Fiori, un oggetto per la casa, un vecchio vinile. Tutti oggetti plausibili, ma un oggetto per la casa era una cosa troppo personale, un vinile ..Gianni ne aveva tanti non volevamo portare un doppione e poi un vinile, oggi costa soprattutto quelli arri che piacciono a Gianni, forse la cosa più banale, ma proprio per questo la più adatta erano i fiori.
Anche se il tipo di fiori lancia dei messaggi!
Anche i fiori sono difficili da scegliere.
Tremammo perchè prese la parola Giuse e disse:
“Sarà banale, forse non rispetta neanche le regole del galateo, ma che ne dite di una bella bottiglia di…..”
 
“Diii’?” chiedemmo aspettandoci che dicesse il nome di un vino, lui ne sarebbe stato capace..
“Ma di Lete, l’acqua della Salute”

Invino Veritas Puntata XI da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello

Invino Veritas XI puntata

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Invino Veritas XI puntata

Da quando è arrivato Gianni ci siamo trasformati da quattro amici al bar a quattro ubriaconi e un funerale, lui.

Sì perchè da quando Gianni è diventato un salutista (“Per colpa di Erica” dice Mario, “Per colpa sua” -dico io – che credo ancora nel libero arbitrio) non parla altro che di tour in bicicletta, di cucina vegeteriana, di vita sana a contatto con la natura.

Sia ben chiaro alla catastrofe prossima ventura del clima credo anch’io, ma al contrario di Gianni non sono un integralista.

Ho notato – lo dico senza verificare se sia vero – ho notato che uno diventa integralista quando abbandona la sua vecchia vita che era l’opposto di quella che ha vissuto da giovane e vi posso assicurare che Gianni, da giovane, oltre a grande bevitore era anche grande amatore e gran giocatore di poker.

Oggi tuona contro chi gioca a poker, chi come noi beve e si professa monogamico, proprio lui!

Ma come dice un proverbio lombardo: “Kand ch’el cul l’è frust\ el Pater noster el vegne giust”.

Insomma Gianni è un pentito.

Immaginatevi l’impatto che ha fatto sul nostro gruppo che, con moderazione rispetto alla gioventù, almeno il mercoledì si lascia un po’ andare.

Oggi si presenta all’appuntamento in bicicletta, dopo avere fatto una nuotata. Lo dice con orgoglio, poi comincia a farci pippa sull’alcool.

“L’alcool è il nemico del fegato” dice con tono apocalittico.

Noi in silenzio, ascoltiamo Padre Gianni nella sua prima omelia italiana dopo la conversione.

Ci sentiamo un po’ in colpa, anzi , che è il più influenzabile si cosparge il capo di cenere e sta per chiedere scusa dei suoi peccati alcoolici, Mario che ha più personalità resiste e cerca di addurre argomenti, ma Gianni non lo lascia parlare. Ci guarda con disprezzo: “Ma lo vedete che siete soprappeso, ma lo sapetequante calorie ha un bicchiere di vino rosso?”

Sto per rispondere perchè lo so, ma lui mi zittisce e dice: “Taci, te lo dico io, 80-120 calorie. Un pasto!”

“Esagerato” pensiamo noi.

Ma la sua campagna di persuasione non ci lascia requie e soprattutto non ci lascia la parola. A noi piacerebbe difenderci, ma ci è impossibile! Alla faccia della democrazia. Nessun diritto di replica.

“Voi al mercoledì vi bevete almeno due bicchieri, quindi uscite di qua che avete già pranzato! Andrebbe anche been è che sollecitate solo il fegato che si sgrassa e soffre!”

Un po’ ‘sto fegato mi fa pena. Poveretto per mio egoismo lo sollecito troppo! Ma il vino è così buono che il fegato capirà! Lo penso tra me e me perché non ci lascia intevenire è un fiume in piena.

Siamo scolaretti che ascoltano compunti il loro precettore.

Poi dice la frase fatidica che tutti ci aspettavamo è uno slogan tipico degli alcoolisti anonimi: “Senza contare che, alla lunga, il vino fa venire la cirrosi epatica!”. Terrorismo ideologico.

Noi, ci tocchiamo tutti,devo dire che questo argomento ci haoccato un po’. Io ad esempio calcolo che nella mia vita avrò bevuto una petroliera di vino e mi vedo vicino alla cirrosi. Impallidisco.

L’unico imperterito, anzi sorridente è Giuse che appprofitta di una pausa del suo discorso e si inserisce subito con questa frase:

“Meglio morire di cirrosi, che sani e abbelinati come te!”

Non so perchè è scattato un applauso!

Invino Veritas Puntata X da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello

Invino Veritas X puntata

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Invino Veritas X puntata

“E’ mezzogiorno e un quarto non arrivano ancora” – fa Gianni che è un assatanato della puntualità.

Gianni, sì, due mercoledì fa ho rinunciato al mercoledì da beoni e sono andato a prenderlo all’aereoporto di Genova, al Cristoforo Colombo.

Ma Colombo era un marinaio e se fosse andato in aereo avrebbe
vomitato. L’ho sempre pensato e non da ciucco. E’ una malsana idea che ho sempre avuto!

“No arrivano, intanto ordiniamo noi, cosa prendi?” gli chiedo sapendo che Gianni è sempre stato un grande intenditore di vini.

“Una Coca Cola!” fa lui senza vergogna.
Mi smarrisco per un po’, poi balbetto: “Una coca che…?”
“Una Coca Cola, amico mio, non sapevi che sono diventato astemio?”

Per un’affermazione così mi ricordo che tre anni prima avevo rotto l’amicizia con Edoardo, ma Gianni, per diritto di ospitalità, viene da lontano e poi non volevo fare l’italiano.

A pensarci bene si vedeva che qualcosa era avvenuta nel suo fisico magro e atletico, quando era in Italia Gianni era ben messo. Adesso capisco perchè durante il viaggio aveva parlato solo di sport estremi. Mi aveva detto che lui in Sud Africa dov’era, nuotava per un’ora tutti i giorni, si spostava in bicicletta.

Aveva esaltatao il fisico di sua moglie Erica che, malgrado i suoi 68 anni non aveva un filo di grasso, ma non ci avevo fatto caso. Era poi passata una settimana e non c’eravamo più visti, quindi me n’ero dimenticato.
Non c’eravamo più visti da quel giorno perchè prima voleva mettere in ordine la sua casa italiana. Mi aveva anche detto, durante il tragitto dall’aeroporto a Savona, che essendo in pensione lui e sua moglie
volevano passare l’estate in Italia e l’inverno in Sud Africa dove abitavano perchè così vivevano nella perenne estate e potevano nuotare tutto l’anno.

“Jimmy un Teroldego per me e una – qui la mia voce si incrinò – una Coca Cola per il signore, grazie”.

Vidi una smorfia anche sul voltodi Jimmy. Non era abituato a vedere miei amici astemi.
Nel frattempo arrivarono anche gli altri. Abbracciarono Gianni calorosamente (non sapevano ancora!).

“Gianni, vecchio bulicciu, – dice Mario che è sempre un signore- come stai? Ti vedo bene, ringiovanisci ogni anno di più”.

“Non posso lamentarmi- disse orgoglioso Gianni – sto bene e mi godo il mio primo anno di pensione!.

“Ah, sei in pensione anche tu? Bravo quindi verrai spesso in Italia ora?”

“Tutte le estati da maggio a ottobre. Vengo a nuotare, poi torno in Sud Africa e …nuoto anche lì, perchè da ottobre a maggio lì è estate!”

“Bravo, bella idea!”

Intanto arriva Jimmy serve il Teroldego a me e la Coca Cola a Gianni.
Come videro che Gianni beveva Coca Cola nessuno seppe più cosa dire. Finimmo la consumazione e ce ne andammo subito e mogi.

“Ma come siete diventati silenziosi! Non vi ricordavo così” disse Gianni.
Non aveva capito il nostro dramma!

Invino Veritas Puntata IX da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello

Invino Veritas Puntata IX

Invino Veritas

Invino Veritas Puntata IX

“Ho un diavolo per capello !”“Allora ne hai pochi!” – mi dice Ennio.Mario e Giuse ghignano sotto i baffi.

“Spiritoso !” faccio io – “ lo sai che chi ha pochi capelli ha molto testosterone e è un grande scopatore?”.

Qualcuno fa “boom” non riesco ad individuare chi, potrebbe essere anche uno esterno al nostro gruppo.

“Chiedetelo a Giovanna se non è vero?” continuo imperterrito io.
“Giovanna chi?” chiede Mario.

“Sono un gentiluomo si dice il nome, ma non il cognome! Sono un signore io!”

“No, sai te lo chiedo perchè conosco una Giovanna che l’ha data a tutti ed è un po’ ninfomane quindi non farebbe testo!”

“Maschilista! Anche fosse lei cosa ci sarebbe di male?”
“Niente – si inserisce nella conversazione Ennio – ma sarebbe più facile con una così!”

“Sì va bene, ragazzi, però torniamo a bomba. Primo punto cosa beviam? Secondo qual’è l’unico problema che sti assilla” a questo punto ride perchè pensa che questa sia una battuta; ma l’ha capita solo lui, (veramenete anche io e, spero per Mario, l’abbiate capita anche voi che leggete.).

A questa che vuol essere una battuta ride solo Ennio perchè l’ha capita solo lui e, “prima di tutto propongo di bere un Pinot grigio, quanto al mio problema, bene, sappiate che non è uno solo, ma tre!”

“Hai tre capelli in testa?” fa Ennio.
“No ha tre capelli” – ghigna Mario

“Mercoledì prossimo arriva a Genova Gianni e io lo vado a prendere all’aeroporto.

Alle 12, quindi non sono all’aperitivo!”.
“Ma chi Gianni quello che giocava bene a pallone, con cui giocavamo tutti i venerdì a Vado?” chiedono Giuse, Ennio e Mario all’uniso.

“Sì lui.” faccio io.
“ma non sta in Canada?” chiede Ennio.
“No stava in Canada, ora sta in Sud Africa, + andato in pensione e viene a rivedere casa sua che ha ereditato dal padre”

“Ti ricordi come giocava bene?”
“Lo dici a me mi ha distrutto un ginocchio! Non vi ricordate. Faceva un freddo boia. Eravamo a dicembre e quando eravamo giovani noi faceva veramente freddo a dicembre! Io giocavo stopper!”

“Parli una lingua che oggi non si sa più. Comunque è vero giocavi stopper ed eri anche bravino!

“Grazie – faccio io- Bontà tua Mario, gli è che quella sera Gianni vi aveva scartati tutti e io mi trovo a tu per tu con lui giuro che mi sentivo Achille”
“A quei tempi avevi la chioma di Achille” fa Mario.

Io faccio finta di non sentire: “Ero l’ultimo dopo me c’era solo il portiere e il goal, dovevo fare il takle e Gianni allora giocava nei semi professionisti, perchè allora c’erano i semiprofessionisti.

Giannio avanzava verso di me e io lo aspettavo al varco. L’ho guardato negli occhi e ho affondato il takle…..”

“ E come è finita?” chiede Giuse.
“ Non c’eri tu quella sera? Te lo dico io come è finita: all’ospedale, distorsione del ginocchio” dice senza un briciolo di poesia Mario.
E’ proprio un ingegnere!

Invino Veritas Puntata VIII da Un mercoledì da beoni di Felice Rossello

Invino Veritas Puntata VIII

Invino Veritas

Invino Veritas Puntata VIII

“Eccoci arrivati ad un altro mercoledì insieme. E’ bello vedervi tutti in salute, malgrado l’età!” dice Ennio.

Ci tocchiamo tutti e Mario che non le manda a dire a nessuno: “Le ovvietà le hai esaurite tutte per oggi, o ne hai altre?”

Ennio ci resta male guarda me e Giuse e ci chiede:

“Cos’ha oggi? S’è svegliato male?”

”A parte che mi sono svegliato alle otto, neanche dovessi andare a lavorare, sappi che sono nervoso perchè domani devo andare a fare le analisi del sangue e sono preoccupato.”

“Perchè le fai? Stai male?” chiedo.

“Benissimo non sto, è da un po’ di tempo che ho un dolore al fianco destro che mi tormenta. Sono andato dal medico e mi ha detto che per saperne di più. .”

“Bisognerà fare delle analisi approfondite. Mi ha scritto una sfilza di roba che fa paura…..Jimmy -dice al barman – portami un Marzemino, voglio stare leggero.”

Per fargli compagnia anche noi tre ci accodiamo.

“Certo che a una certa età bisogna stare attenti a tutto!” filosofeggia Ennio.

“Me lo spiegate perchè quando eravamo giovani ci vedevamo tutti i giorni all’ Osteria a parlare di donne e oggi siamo sempre in farmacia e parliamo di acciacchi?”

“Be’ però noi ancora una volta alla settimana l’aperito lo beviamo, siamo vecchietti arzilli!” faccio io per non deprimere la truppa. “Non buttiamoci giù, dai!”

“Sì, ma le donne…”

“Quando eravamo pischelli – direbbero i romani – bastava che una donna respirasse per farci venire chissà quali idee…”dico io che continuo nel tentativo di tenere alto il morale della truppa.

“D’altra parte oggi quella idea – calca le ultime due parole Ennio – è solo un’idea perchè in pratica …” e fa un gesto con la mano come a dire nisba.

“Parla per te. Io sono ancora buono, sai…..” dice Mario

Abbiamo finito il primo Marzemino.

“Jimmy ce ne porti un altro per favore…evapora che è un piacere questo vino!” purtroppo Ennio vuole fare lo spiritoso, ma il suo è spirito di patata.

Jimmy porta un altro giro.

Leviamo i calici e profferiamo un cin cin garrulo. Solo a questo punto Giuse dice la sua:

“Chissà se nelle tue analisi che ti faranno domani, troveranno anche tracce di sangue nel vino?”

Ci guardiamo tutti.

Giuse parla poco, ma non parla mai al momento giusto!

Prendi un brillante autore savonese come Felice Rossello, dagli una penna in mano (o una tastiera, se preferite) ed il mondo – non dubitatene – si colorerà di tinte del tutto inaspettate…

Seguite la sua nuova rubrica, “Felice si nasce”

FELICE SI NASCE
I bei tempi delle ciucche! di Felice Rossello

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“E' finito l'inverno! “Ma cosa mi vuoi dire – mi dice l'amico che sta bevendo al bar con me – Sei ciucco – poi sbuffando – Non ti riconosco più, per farti straparlare una volta ti ci volevano due bottiglie, adesso ti basta un biccchiere di Prosecco, dico Prosecco un...

Felice si nasce / Puntata 2 di Felice Rossello

Felice si nasce / Puntata 2 di Felice Rossello

Felice si nasce / Puntata 2 di Felice Rossello - Ho trascurato questa rubrica non perché affetto dall'ansia di prestazione dello scrittore. Altre ansie di prestazione ho, ma l'età è una buona giustificazione. Semmai la realtà offre talmente tanti spunti di satira che...

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