RIDI SAVONA

Perché essere un po' dissacranti aiuta a guardare con occhi diversi qualsiasi cosa!

Seguite la sua nuova sit-com Oh my God!

“Oh my God” – Puntata 05 – Broadway

Un famoso produttore cerca attrici protagonisti della sua nuova opera musicale per una tournée mondiale. Gisella vuole partecipare al casting, Luca e Andrea la aiuteranno!

“Oh my God” è una sit-com ideata da Luca Costale e Andrea Lavalle finalisti come duo a Ariston Comics Selfie prima edizione; prodotta da OssolaNews.it/UltraVox Editore, per la regia di Cristian Paiuzza.

“Oh my God” – Puntata 04 – Ufo

La televisione, spesso, racconta di fatti e vicende extra terrestri…ma saranno tutte da prendere alla lettera!?

“Oh my God” è una sit-com ideata da Luca Costale e Andrea Lavalle finalisti come duo a Ariston Comics Selfie prima edizione; prodotta da OssolaNews.it/UltraVox Editore, per la regia di Cristian Paiuzza.

“Oh my God” – Puntata 03 – Miss Sacrestia


Don Evaristo si lascia convincere dai due giovani chierichetti che è arrivato il momento di organizzare un nuovo evento per il paese: qualcosa di giovane e fresco.

“Oh my God” è una sit-com ideata da Luca Costale e Andrea Lavalle finalisti come duo a Ariston Comics Selfie prima edizione; prodotta da OssolaNews.it/UltraVox Editore, per la regia di Cristian Paiuzza.

“Oh my God” – Puntata 02 – Il coro

La messa è sempre la stessa e Luca e Andrea si convincono che durante l’omelia giornaliera ci vorrebbe un po’ di…brio!!!

“Oh my God” è una sit-com ideata da Luca Costale e Andrea Lavalle finalisti come duo a Ariston Comics Selfie prima edizione; prodotta da OssolaNews.it/UltraVox Editore, per la regia di Cristian Paiuzza.

“Oh my God” – Puntata 01 – La festa del paese

Episodio 1- La festa del paese:
Luca e Andrea vengono mandati in punizione dalla madre di Luca, nonché sorella di Don Evaristo, parroco del piccolo paese. Qui iniziano i guai, equivoci e fraintendimenti che accompagneranno i due ragazzi nelle loro avventure.

“Oh my God” è una sit-com ideata da Luca Costale e Andrea Lavalle finalisti come duo a Ariston Comics Selfie prima edizione; prodotta da OssolaNews.it/UltraVox Editore, per la regia di Cristian Paiuzza.

Prendi un brillante autore savonese come Felice Rossello, dagli una penna in mano (o una tastiera, se preferite) ed il mondo – non dubitatene – si colorerà di tinte del tutto inaspettate…

Seguite la sua nuova rubrica, “Felice si nasce”

FELICE SI NASCE

Felice si nasce / Puntata 2 di Felice Rossello

Felice si nasce / Puntata 2 di Felice Rossello

Felice si nasce / Puntata 2 di Felice Rossello – Ho trascurato questa rubrica non perché affetto dall’ansia di prestazione dello scrittore. Altre ansie di prestazione ho, ma l’età è una buona giustificazione. Semmai la realtà offre talmente tanti spunti di satira che l’ansia è da dove cominciare, non cosa dire.  Adesso ho trovato un tema che mi riguarda e che può essere allargato a tutti: la fotografia. Con i telefonini oggi tutti fanno i fotografi, non solo quindi, con la possibilità che abbiamo di pubblicare su internet le foto ti trovi improvvisamente buttato su uno schermo e fai il giro del mondo e puoi avere più visualizzazioni di Raul Bova, di Luca Zingaretti che, poveretti loro, al contrario di te che, se vieni fotografato e “postato” – si dice così – puoi essere visto in Biafra e contemporaneamente in Mongolia dappertutto puoi avere miliardi di visualizzazioni, appaiono solo sulla TV italiana e possono essere visti solo da  milioni di persone!

Premessa: io non amo essere fotografato. Preferisco immaginarmi, non vedermi. Non perché mi creda brutto, sono quello che sono, ma perché se mi immagino in questo momento mi vedo un signore di 40 anni coi capelli scuri che si chiede perché mai sugli autobus quei pochi gentili che restano gli lasciano il posto da sedere (quelle due o tre volte che mi è capitato mi sono chiesto: “perché a me che ho 40 anni?”) Se mi vedo nella realtà fotografica sono uno di70 anni  bianco di capelli: mi è già capitato di non riconoscermi in una foto  una volta infatti mi sono chiesto “Chi è quel vecchio ed io dove sono?”

Mia moglie è invece una maniaca della fotografia. Si fa fotografare e si fotografa in tutte le salse, salvo poi dirsi: “Come sono vecchia!” “Ma sono così?” “Mi vedete così?”. “Ma per vederti brutta e attempata perché ti fotografi?” le chiedo. Il tempo passa; è bello pensarsi come si vuole, non vedersi come si è. Esiste per tutti una data al di là della quale si rifiuta ai andare avanti, almeno nell’immaginazione.

Vi racconto un episodio per me terribile. Eravamo con amici a Paestum. A un certo punto a uno di loro maniaco anche lui della fotografia e dei “post fotografici” viene la bella idea di fotografarci tutt’insieme appostati in nicchie alcune assai basse. A me capita una in cui dovevo accucciarmi. Trovo dialetticamente un sacco di scusa per non farla, l’ultima la più vera è quella che ho una protesi all’anca e non posso accucciarmi. “Ma che accucciarti e accucciarti – dice mia moglie tutta contenta per la “bella idea” dell’amico – devi a mala pena piegare un po’ le ginocchia!”. Approvano tutti e io cedo.

Mi piego sulle ginocchia e per tutti gli scavi si sente un “crac” micidiale: il mio ginocchio!.

Credo che la fotografia sia stata postata, se tra i tanti fotografati di quella foto vedete un vecchio accucciato con le lacrime agli occhi la cui bocca dice parole  che assomigliano a parolacce quello sono io.

Felice si nasce / puntata 1 di Felice Rossello

Felice si nasce / puntata 1 di Felice Rossello

A me piace camminare. Lo faccio di mattina abbastanza presto verso le nove. Per lo più i miei tragitti sono due. Il primo va da Savona ad Albissola. Questa camminata la faccio quando ho voglia di fumare. Sì, io non fumo, ma quando passeggio da Savona ad Albissola sul lungomare Matteotti, le macchine sono talmente tante e frequenti che nel tragitto Torretta Leon Pancaldo  Passeggiata degli artisti a Marina si respirano circa  20 sigarette. Camion, automobili rigorosamente con un solo passeggero per macchina, autobus, moto, qualche ciclista che come me ama il fumo e pensa bene di sgranchirsi un po’ le gambe e otturarsi i polmoni. Insomma, tutto il meglio dell’inquinamento lo trovate lì e fortuna delle fortune a qualunque ora del giorno.
Quando invece mi sento salutista allora passeggio sul lungomare di Savona e mi faccio portare dai miei pensieri, o meglio mi guardo intorno affascinato dalla varia umanità che circola in quei posti liberi dal fumo. Per lo più sono ci trovate i padroni che portano a spasso cani di tutte le taglie: piccole, medie e grandi dimensioni. I cani sono tutti rigorosamente al guinzaglio e i padroni si esercitano nella performance di chinarsi a raccogliere le defecazioni delle simpatiche bestiole. Mi soffermo un attimo sui guinzagli che sono quelli che si allungano e in cui noi single della passeggiata ci inciampiamo, guardati con astio dai padroni medesimi che ci guatano come a dire: “Fai attenzione!” “A chi?” direbbe Totò. “Fai attenzione tu! Anch’io povero cristo che cammina per il gusto di camminare e non per gusto di far defecare quel povero prigioniero che  è  il cane ho diritto di calcare il suolo pubblico! Ma non sono di queste persone che voglio parlare. Il mio pensiero va invece a quelli che chiamo “fighetti”. Spiego chi sono. Chiamo “fighetti” coloro che corrono sul lungomare con tute aerospaziali, cardiofrequenzimetri, scarpe da trekking da 500 euro, berretto di cashmire o bandana di seta  a cui della corsa non può interessare di meno. Corrono per esibire se stessi e corrono per lo più scomposti. Sono gli uomini, sui quarant’anni, che, forse, in gioventù, fecero sport con poco successo probabilmente. Non sanno manco correre, ma sono molto attenti a guardarsi intorno per vedere se hanno fatto colpo. Le donne per lo invece corrono in compagnia, se è possibile corrono ancora peggio e mentre corrono o camminano a passo rapido parlano, parlano, parlano, che non si sa come facciano a concentrarsi e avere così tanto fiato per correre e parlare. Perchè lo facciano spesso lo si evince se si guarda il loro lato B. Qualcuno deve avere detto loro che se si corre quel lato da Provincia  può diminuire sino ad essere degradato a Comune. Insomma camminare mi serve per guardare e capire il mondo. È bello osservare i propri simili, soprattutto è bello camminare per gusto di camminare e farsi venire appetito.

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