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«Il femminismo, rimasto negli ultimi anni un po’ sottotraccia, sta riesplodendo con una nuova presa di coscienza più che mai necessaria, perché le sperequazioni ci sono, sono tante e vanno portate alla luce. Purtroppo abbiamo ancora bisogno di femminismi».
Marcello Fois

Oggi, parto da questa riflessione dello scrittore Marcello Fois per ampliare un discorso che ritengo importante.

Voglio partire da qui perché molti dei pensieri di Fois sono l’elaborazione di una mente illuminata da un equilibrio tra presente e passato. Fois è uno scrittore che mi piace definire classico, sia per la sua scrittura evocativa che per un retaggio di letture che si tramandano chiaramente nei suoi libri. Insieme a una forte tradizione culturale, anche legata alla sua terra, nei suoi romanzi è forte un messaggio di modernità.

La letteratura ci insegna che in essa puoi trovare ogni risposta, anche sulle questioni sociali più scottanti. Ci insegna che il romanzo descrive la verità, attraverso personaggi che nascono nella mente degli autori e che finiscono per vivere in quella delle generazioni future.

Non è un caso che alle menti illuminate, dalla cultura, dalle esperienze, dall’ingegno, stiano sempre a cuore i diritti civili e, in questi tempi di prepotenze e raggiri, abbiamo bisogno di cultura più che mai.

Ogni volta che si parla di movimenti, di femminismo, di diritti degli omosessuali, di manifestazioni contro il razzismo, il contraltare è la denigrazione di quell’iniziativa. Una denigrazione che nasce dall’intento di sminuire la necessità di una protesta.

Assistiamo costantemente ad azioni palesemente volte a raccogliere consensi tra i nostalgici del periodo fascista. E allo stesso tempo alla negazioni che quelle azioni abbiano l’intento di inneggiare alla passata dittatura.

Assistiamo a propagande che vorrebbero minare, non solamente certezze, anche leggi che le garantiscono. Parlo per esempio della legge sull’aborto e della voce che, sempre più prepotentemente, sminuisce il diritto, acquisito, alla scelta.

In tutto questo forte sentimento di contrasto a un vivere democratico che dovrebbe garantire i diritti di tutti, alzare la voce è essenziale. La “presa di coscienza”, come dice Fois, “è più che mai necessaria”, perché è l’unica arma che abbiamo per mantenere salde le posizioni acquisite.

Ogni volta che qualcuno vorrebbe annacquare i termini di un’esternazione, moderandone il messaggio e scolorendone il colore, dimentichiamo cosa sia il diritto alla differenza.

In Turchia viene soffocato il Gay Pride e a chi pensa che questa cosa non lo riguardi, che riguardi solamente chi è omosessuale, rispondo che il Gay Pride ha il ruolo fondamentale di perorare la causa di tutti.

Portare un messaggio, e farlo con la libertà di scegliere un modo sobrio o eccentrico, è la base di una comune convenienza: quella di essere liberi nel primo stadio della vita, quello della propria natura personale.

Sentire un uomo colto e intelligente parlare di femminismo è emblematico di come le lotte di un genere servano a garantire i diritti di tutti quanti, anche di quelli che non vi appartengono.

Abbiamo bisogno di femminismi perché la nostra identità democratica viene costantemente minata da chi mette in discussione le brutture di un’epoca che ha segnato fortemente la nostra identità.

C’è la necessità dell’aggregazione per la salvaguardia di un genere perché l’abominio e il sopruso, in tutte le storiche persecuzioni e schiavitù, ha lasciato tracce che dolgono ancora.

Perciò, quando qualcuno nega la necessità delle esternazioni, quando svilisce un messaggio, tacciandolo di polemica o ossessione, ribadiamo il concetto che per essere liberi, oltre ad accettare la libertà altrui, dobbiamo ricordarci da dove arriva quella acquisita.

Dobbiamo essere neri, donne, ebrei, omosessuali, anche se non lo siamo; documentarci se non sappiamo; armarci di quella conoscenza che serve per mantenere saldo un comune senso di democrazia.

Quando pensiamo che il femminismo sia il funerale dei ruoli previsti dalla società, che il Gay Pride celebri la trasgressione, che qualunque marcia contro il razzismo voglia minare il sentimento identitario di Nazione, cadiamo nella rete dell’ignoranza che è il destino peggiore dell’uomo.

 

Patrizia Ciribè