hai_perso_la_voglia_di_leggere_7_modi_per_farla_tornare_02

Oggi affronto la spinosa questione di quelli che non leggono perché non hanno il tempo per farlo.

Il mio intento, sia chiaro, è unicamente quello di trovare insieme a loro un modo utile per arginare il problema.

Intanto, escludo tutti quelli che con onestà affermano che la lettura non rientra tra le loro passioni. Non a tutti devono piacere le medesime cose; con la morte nel cuore, ammetto che possa –spero in una galassia lontana- esistere qualcuno a cui non piace leggere.

Anzi, apprezzo chi con coraggio fa questa affermazione, perché non racconta –e si racconta- stupidaggini, tipo che non ha tempo per farlo.

Allora, non avete il tempo per leggere. Generalmente, rientrate nella categoria di quelli che amano sniffare la carta, che i libri sono quelli tradizionali, che i supporti digitali sono l’anticristo della letteratura.

Ecco qua la prima incongruenza e il primo punto che si può correggere per aiutarvi a recuperare il tempo, che dite di non avere, per leggere.

Se siete donne andrete in giro, nel quotidiano, con una borsa; se siete uomini, magari avrete un borsello, una valigetta.

Un supporto digitale pesa circa tre etti; il libro più piccolo che ho attualmente sul mio tavolino del salotto ne pesa il doppio.

Il mio supporto digitale contiene centinaia di libri e viene con me in giro per tutto il giorno.

Ma ora parliamo del suo utilizzo. Cosa fate quando siete in coda? Quando aspettate di pagare la bolletta; di ritirare la pratica in Comune; di farvi fare la ricetta dal medico; di prendere l’autobus, e tutte quelle cose che riempiono la vostra vita mentre non siete impegnati in qualcosa di obbligatorio?

Cosa fate quando siete in pausa durante il pranzo; mentre andate/tornate da qualche parte con il treno; mentre siete al mare; mentre aspettate di fare qualunque cosa e perdete ore del vostro tempo?

Io leggo. Apro il mio Kindle (con una croce e dell’aglio tra le mani, ché non si sa mai) e leggo. Quando non avevo il Kindle, e lessi per esempio “Guerra e pace”, ricordo che giravo con le fotocopie in borsa.

Ma torniamo a voi amanti della carta, dell’odore che ha (un momento, amo anch’io queste cose e infatti ho la casa piena di libri che leggo quando sono a casa, seduta sul mio divano), della sensazione antica che vi trasmette quando girate le pagine. Mi domandavo: ma quand’è che girate quelle pagine? Mai. Perché –come dite sempre- non avete tempo.

Però intessete rapporti virtuali con il mondo; avete Instagram che pullula di foto e grida vendetta più di quello di qualunque vip o sedicente tale.

Su WhatsApp scambiate miliardi di messaggi al giorno; conoscete i problemi di tutti; le loro micosi; lordosi; nevrosi, e intrattenete lunghe sessioni di psicoanalisi con ogni contatto abbia qualche problema che vi faccia sentire indispensabili.

Riuscite a spettegolare persino con gente che neppure conoscete; fate “cappottini per l’inverno” a qualunque inimicizia vi siate creati e pure alle amicizie (o definite tali).

Facebook lo usate come fosse una cabina telefonica degli anni Ottanta, e voi aveste continue emergenze: di voi sappiamo cosa state mangiando; indossando; bevendo; facendo; quanti gradi ci siano nel punto in cui siete; se i vostri bambini abbiano fatto qualche geniale affermazione e se, nel frattempo, la Ferragni o la Middleton siano nuovamente incinte.

Poi, quando il selfie non è abbastanza, aggiungete i nasetti e le orecchie degli animaletti al vostro viso; approfittate di ogni vetrina o specchio che incontrate per scattarvi una foto; per farci sapere che siete andate dal parrucchiere; che avete fatto la manicure (quella, per girare le pagine di carta dei libri, è essenziale); che avete recapitato i figli a scuola (perché, ovviamente, li avete fotografati!).

Ma io vi vedo, mascherine, mentre, con il mio Kindle tra le mani, aspetto il turno da qualche parte, e voi digitate parole sui vostri smartphone come se non ci fosse un domani.

Vi guardo e penso: ”Eccone un altro che sta scrivendo di quanto sia bello sniffare la carta!”.

Ma la bacheca deve anche essere colta, oltreché bella! Dunque, di tanto in tanto, condividete frasi di qualche morto del quale conoscete a malapena la provenienza geografica, perché per leggere i suoi libri, ovviamente, non avete il tempo!

Ieri ero nella sala d’aspetto di un ambulatorio. C’erano circa cinquanta persone: non ce n’era una con un libro -o un supporto digitale di lettura- tra le mani. Erano certamente tutti appassionati di pagine di carta e io avevo con me il mio anticristo ricaricabile. Di fatto, nessuno leggeva a parte me. Ma neppure un giornale, eh!

Qualche giorno fa ero alla posta. C’erano anche qui una quindicina di persone in attesa. Giovani e meno giovani, quasi tutti con il cellulare tra le mani. Non c’era una persona che, non dico sfogliasse le pagine di un libro, che almeno le sniffasse!

Volevo quasi alzarmi in piedi e chiedere ad alta voce:” Sniffatori di libri, dove siete?”

Il fatto è che se la lettura vi appassionasse, sapreste dove inserirla; avreste l’esigenza di inserirla da qualche parte, esattamente come fate con i tremila messaggi che giornalmente vi scambiate con figure mitologiche che prima o poi scompariranno dalle vostre vite.

Siete sempre sul pezzo, avete la visione di tutti i “mi piace” che la gente mette a questa o quella persona, ma il tempo per leggere, aimè, non l’avete.

Non solo, nemmeno avete quello per realizzare le vostre più alte aspirazioni, che sono sepolte in fondo a un cassetto. E alle quali avete dovuto rinunciare –e insieme a esse anche alla possibilità di portare la vostra grandezza nel mondo- a causa di forze oscure che vi hanno sempre osteggiato  e, ovviamente, perché non avete il tempo.

Vi lascio con questa citazione dello scrittore Jackson Brown Jr, che credo racchiuda la verità sul tempo che ognuno ha a disposizione:

“Non dire che non hai abbastanza tempo. Hai esattamente lo stesso numero di ore in una giornata che è stato dato a Michelangelo, Pasteur, Madre Teresa, Leonardo da Vinci, Thomas Jefferson e Albert Einstein”.

Patrizia Ciribè