La chiesa di San Dalmazio Sorge in Via San Nazario, a poca distanza dal quartiere di Lavagnola ed è la più antica fra le altre del nostro Comune. Non si trova memoria della sua erezione… Lo stile gotico con pilastri in pietra che sostengono le arcate e l’altare maggiore rivolto a oriente secondo il tipico costume dei primitivi cristiani nella costruzione delle chiese, stanno a confermare la sua lontana origine.
Verso la metà del Seicento l’edificio fu accresciuto di due archi e ridotto a stile corinzio con intonaco in tutte le sue parti. La conferma di tale modifica si ebbe nel 1935 quando fu rifatto il pavimento: all’altezza delle colonne di mezzo furono trovati trasversalmente un muro perimetrale, ed entro la parte più antica fu trovato un altro muro che delimitava l’area di una chiesa primitiva più piccola. In quest’occasione vennero alla luce i resti di altri due pavimenti.
La sede attuale chiamata Oratorio, fu iniziata il 29 maggio 1611 con la posa della prima pietra e furono necessari vent’anni per giungere alla copertura del tetto, cui seguirono altri due anni per giungere all’apertura al culto avvenuta il 5 dicembre 1633. A metà Ottocento l’edificio fu modificato, con l’aggiunta della sagrestia, la costruzione della nicchia in cui ospitare il gruppo statuario del Santo, la sopraelevazione della volta, il rifacimento degli stucchi, delle lesene, dei pavimenti e dell’altare. durante il rifacimento del pavimento fu rinvenuto, nella parte inferiore della chiesa, un ossario:è probabile che questo ossario un tempo più antico fosse all’esterno della chiesa e che vi venisse incluso con il successivo prolungamento della medesima. I lavori si conclusero nel 1867 con la realizzazione dell’antistante cortile, il quale presenta un pregevole pavimento in ciottoli di vario colore provenienti dalla spiaggia di Cogoleto. Questo edificio, in periodi di calamità, fu utilizzato per alloggiarvi le truppe degli invasori e, sul finire del Settecento, come luogo di detenzione per i cosiddetti “patrioti” del circondario.
L’Oratorio fu poi riportato alle origini nel 1990 quando fu sottoposto a un generale restauro. Nel 1875 ebbero inizio tutti i lavori di ornato che si possono ammirare tutt’oggi.Si cominciò con l’abside, l’incarico di dipingere le parti decorative fu assegnato al pittore Domenico Buscaglia. Le figure dovevano essere dipinte da Lazzaro De Maestri sempre nel 1875, ma poiché il pittore non aveva ancora iniziato i lavori nell’anno seguente, l’esecuzione venne affidata al pittore Tommaso Ivaldi detto “il muto”, il quale, con l’aiuto del fratello, dipinse l’abside nel 1876-1877. Il dipinto del catino rappresenta la “Gloria di San Dalmazio”,quello della volta”il Martirio”. Stefano Brilla fece i capitelli che furono indorati dai fratelli Bartolomeo e Gio Batta Rebagliati; inoltre furono disposte ai lati dell’altare due mensole in marmo finemente lavorate. Nel 1877 il pittore Santo Bertelli dipinse i due quadri ai lati dell’altare maggiore: Questi affeschi sono i capolavori che rimangono di lui e rappresentano “la Cena di Emmaus” ed “il Sacrificio di Melchisedech”.

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