La campagna fiorentina: le ville dei Medici

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Sto assaporando dell’ottimo pecorino in foglie di fico, prodotto da un’azienda agricola della provincia di Pesaro e Urbino, gentile dono, con altre prelibatezze, di una cugina dottoressa che abita da quelle parti.

Questi sono ancora i sapori veri, forti e naturali che rendono l’Italia degna della sua storia e della sua tradizione di eccellenza, in fatto di arte culinaria, in tutto il mondo.

Ripenso alle mie visite alle Ville Medicee in una quasi calda giornata post feste natalizie, con il cielo blu e il sole che scalda lievemente la pelle.

Due ville splendide: La Pietraia a nord di Firenze, non lontana dalla villa di Careggi(chiusa e in ristrutturazione), e la villa di Poggio a Caiano, situata verso Prato ad una ventina di minuti di distanza una dall’altra.

Sono solo due delle decine di ville e parchi medicei della zona di Firenze e dintorni, doverosamente inserite, in blocco, come Patrimonio dell’Umanità Unesco.

In ambedue i casi trovo delle dissonanze e la conferma dell’Italia che non mi piace.

Mi spiego meglio: nonostante il periodo di festa, non per tutti ma per parecchie persone, trovo le due ville tristemente vuote.

Se da un lato egoisticamente sono il solo e tranquillo fruitore di queste due perle e tengo impegnati i custodi che si annoiano e le aprono solo per me, dall’altro restano le domande su come e in che modo vengono pubblicizzate e sfruttate le nostre risorse.

Non ci sono stranieri in giro. Possibile? Con tutti quelli che girano a Firenze, mi chiedo se sia un problema legato ai collegamenti: possibilissimo, senza bus navetta appositi arrivare alle Ville Medicee, per chi viaggia senza macchina e con i mezzi pubblici, è senz’altro un avventura che porta via quasi tutta la giornata.

Neanche ombra o quasi di italiani o fiorentini, tutti in vacanza all’estero?

In barba alla crisi, a casa o a fare shopping in centro o nei centri commerciali?

Ricordo che la visita alle Ville è completamente gratuita: ovvero non c’è da cacciare nemmeno un euro, ma anche questo non basta.

Finita la polemica, vi dico perché vale la pena vederle.

Innanzitutto perché i rinascimentali Medici non collocavano le ville a caso, ma dopo studi e sopralluoghi le collocavano, con l’ausilio dei migliori architetti, artisti ed artigiani, in posti in cui si fondevano mirabilmente con il paesaggio circostante.

La Pietraia, che prende il nome dal territorio sassoso e pieno di pietre che dovette essere sbancato per realizzarla, è una delle ville più belle: dotata di un giardino all’italiana, poi all’inglese, e posta in una posizione panoramica straordinaria, che domina la città di Firenze.

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Proprietà di Cosimo I de’ Medici dal 1544, ha nei Fasti medicei: capolavoro di Baldassarre Franceschini detto Il Volterrano, che ancora oggi decora il cortile (1637-1646), una delle sue punte di diamante, semplicemente strabiliante.

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Le altre stanze non sono da meno: mobilie originali dei periodi successivi fino ai Savoia (dei quali fu una delle residenze), con suppellettili, affreschi, cappelle, sale da gioco, collezioni, ricchi stucchi e soffitti, sale della musica, arazzi. Insomma di tutto e di più.

Soddisfatto della visita vado a Poggio a Caiano.

Nell’attesa che giunga l’ora dell’orario della visita (circa ogni ora d’inverno), faccio amicizia con uno splendido e socievole gatto che si gode il sole sulle scalinate scenografiche.

La villa di Poggio a Caiano è meravigliosa, commissionata da Lorenzo il Magnificoal celebre Giuliano da Sangallo verso il 1480, sarà una sorta di modello per ogni genere di ville del futuro. Si allontana dalla tipologia dei castelli, visto il periodo storico di pace in cui fu costruita, e diviene più residenza classica e connubio di tutte le arti.

Nel corso del tempo passò agli Asburgo, poi ai Francesi e ai Savoia.

Da notare lo splendido fregio esterno, in terracotta invetriata e tricromia (bianco, blu e verde), e tra le curiosità la piattaforma sorretta da archi su cui posa l’edificio, che rimanda invece a modelli classici come il tempio di Giove Axur a Terracina.

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Gli appartamenti sono sontuosi, il teatro di corte particolare, spicca lo splendido salone di Leone X: terminato intorno al 1513.

Una visita davvero appagante e splendida in attesa in futuro di visitare altre perle Medicee.

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