Nel capoluogo rivierasco esiste una tradizione sconosciuta ai non residenti ma amata e rispettata da chiunque la scopra, che sia un visitatore occasionale, un turista o, soprattutto un neo savonese. Il monumento ai caduti in piazza Mameli e i 21 rintocchi che fermano il centro città.

Ogni giorno, alle 18 precise, il primo rintocco fa scattare i Vigili presenti, un fischio, e tutta la piazza si ferma. Che si transiti in auto, scooter, bici a piedi, poco importa, si rimane immobili, in silenzio, in attesa che 21 rintocchi esatti, quante le lettere dell’alfabeto classico, ricordino figurativamente i nomi dei caduti di tutte le guerre, passate e presenti.

Un momento di raccoglimento, che non accetta eccezioni, nemmeno in questo ultimo decennio dove pare che, tradizioni e senso civico, alcune volte vengano meno. Se si prova a muover un solo passo, infatti, i presenti non mancheranno di mostrare il proprio disappunto con silenziose ma fulminanti occhiatacce.

E’ una tradizione unica in tutta Italia, che dura da 89 anni esatti.

piazza_mameli_storicaIl Monumento ai Caduti, imponente gruppo bronzeo intitolato “Rintocchi e Memorie”, opera dello scultore ligure Luigi Venzano, fu infatti inaugurato nel 1927 alla presenza di re Vittorio Emanuele III di Savoia, per onorare i caduti durante la Grande Guerra, e di lì a pochi decenni anche coloro che presero parte alla seconda guerra mondiale. Nel tempo, la campana ha iniziato a simboleggiare le vittime di attacchi terroristici, discriminazioni e di molte altre ingiustizie. Ed è dunque ormai un’abitudine consolidata raccogliersi nella piazza alle sei di sera, in occasioni di commemorazioni particolari, come ad esempio, in occasione degli attentati di Parigi.

Un momento molto coinvolgente, emozionante e, soprattutto, unico, come si può vedere sotto nel video di Velisti per caso.